Posts Tagged 'servizi pubblici'

L’acqua è un diritto umano: firma anche tu!

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua appoggia e promuove l’Ice (cioé l’Iniziativa dei Cittadini Europei) sull’acqua pubblica, presentata da Epsu (Sindacato Europeo dei Servizi Pubblici).

Infatti, così come in Italia, in molti paesi europei l’acqua non è considerata un diritto ma una merce, oggetto di compravendita, mezzo di profitto. Continua a leggere ‘L’acqua è un diritto umano: firma anche tu!’

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Manovre stupide e Movimenti intelligenti

Maggioranza e opposizione sono d’accordo: per uscire dalla crisi bisogna, da un lato, tagliare stato sociale e sussidi alle imprese e, dall’altro, privatizzare (che in casi come questi significa svendere).

Slavoj Žižek, filosofo sloveno, nel suo Dalla tragedia alla farsa (ed. Ponte alle Grazie, 2010) smaschera non soltanto l’atteggiamento autolesionista delle classi subalterne al capitale, ma comprendere il perché della sua forza: “la capacità di auto generarsi e posticipare il collasso finale”.

Già, e pare proprio questo il risultato della manovra italiana “lacrime e sangue”, sponsorizzata sul IlSole24Ore da Perotti e Zingales. Peccato che, citando gli autori, non ci sia tempo per manovre intelligenti si sia deciso di farne una stupida. Allo stato attuale si svendono i servizi pubblici e non si riuscirà comunque ad azzerare il deficit, perché pur non emettendo nuovi titoli, si dovrà rinegoziare quelli in scadenza (per cui la palla passerà alla finanza e alle società di rating, che decideranno i tassi e che saranno certo superiori).

E prima o dopo il default arriva.

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Quando il diritto ridà priorità alla politica sull’economia

Sta dilagando, in una classe dirigente politica sempre più priva di idee, la strana concezione di ‘governo tecnicista e manageriale’, un po’ come se la cosa pubblica fosse un’azienda e dove le scelte si basano semplicemente nell’applicazione di (presunte) regole economiche.

Un esempio è quello della gestione dei servizi pubblici locali, in particolare quello del servizio idrico integrato.

La legge parla di obbligo a ricorrere alla gara – ammettendo l’assegnazione  a soggetti privati – per i servizi a rilevanza economica. Ma chi determina cosa è e cosa non è rilevante economicamente? Logica (e giurisprudenza) vorrebbero che fosse l’ente locale a definirlo, e che fosse quindi una scelta ‘politica’. E proprio su questa logica, da mesi (e quasi anni), il Forum nazionale dei movimenti dell’Acqua (e quindi tutti i comitati, movimenti, partiti al suo interno) si sono mobilitati per modificare gli statuti comunali e rendere la gestione del servizio idrico integrato un servizio privo di rilevanza economica.

Ma qui viene il bello. La concezione economicista  e tecnicista dei nuovi politici/politicanti manager e dei dirigenti degli enti locali assunti nel cielo di chi prende le decisioni (anche) politiche ha dato la sua interpretazione.

Visto che l’acqua si vende e si compra – e quindi la rilevanza economica è intrinseca – e che è possibile produrre utili, il servizio va assegnato a gara e quindi a soggetti di diritti privato. Fine, stop. Il diritto, le scelte politiche che stanno dietro una normativa, la ratio, perdono di valore. Vengono ignorate in favore di una presunto più corretto significato derivante da una  lettura altra.

Per fortuna, nell’ambito della gestione dei servizi pubblici locali è intervenuto il Consiglio di Stato, che – con sentenza del 10 settembre 2010 (la numero 6529) – ha ricondotto la definizione del servizio al suo ambito naturale: quello della politica.

Infatti la sentenza stabilisce  che la qualificazione di un servizio pubblico locale secondo il parametro della rilevanza economica o meno non dipende dalla sola capacità di produrre utili del modulo gestionale, ma dai vari elementi di sviluppo nel contesto. Ed in particolare la sentenza rafforza le interpretazioni giurisprudenziali precedenti in ordine al riconoscimento della competenza esclusiva dell’ente titolare del servizio a determinare la qualificazione di un servizio pubblico locale come economicamente significativo o meno.

Con buona pace di chi vorrebbe l’economia a capo della politica.


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