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La memoria contro i ghetti.

ImageDomani mattina insieme alle donne e agli uomini con cui stiamo intraprendendo il percorso di Rivoluzione Civile, insieme alle altre candidate ed agli altri candidati ferraresi che si sono messi a disposizione nella lista emiliano-romagnola, abbiamo deciso di onorare il Giorno della Memoria. Continua a leggere ‘La memoria contro i ghetti.’

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Si può parlar male dei morti?

dipinto rappresentante la strage di Bologna, opera di Carlo Carosso

dipinto rappresentante la strage di Bologna, opera di Carlo Carosso

Cossiga è morto. W Cossiga?

Pare sia questo quanto passa nei cervelli di tanti giornalisti, commentatori e politici, tutti a fare a gara a rendere omaggio al defunto ex Presidente della Repubblica, picconatore per passione.

Certo, è nella cultura tutta italiana del ‘volemose bene’ e ‘scurdammoce o passato’. Anche mio nonno ricorda sempre che “dei morti non si deve parlar male”.

Ma qui stiamo parlando di mistificazioni della realtà.

Sechi, direttore de “Il Tempo”, in un’intervista a RaiNews24 dichiara che Cossiga era un “uomo dolce” e un “servitore dello Stato”. E Sechi è in buona compagnia. Ovviamente non intendo mettere in discussione le doti dell’uomo nel privato, ma ciò che è emerso dalla vita pubblica è un uomo aggressivo, che ha rilasciato dichiarazioni degne di Pinochet, che gli hanno fruttato anche una denuncia per istigazione a delinquere e apologia di reato:

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».
«(Gli universitari) Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
«le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale… picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. … Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

Per chi poi non se lo ricordasse Cossiga era ministro dell’Interno nel 1977, quando nelle manifestazioni di piazza caddero il 26enne Francesco Lorusso a Bologna (dalla ricostruzione colpito all’addome da un colpo di pistola, mentre, fuggendo, si voltava indietro per vedere che stava succedendo) e della non ancora 19enne Giorgiana Masi a Roma.

Cossiga , referente politico di Gladio, come lui stesso dichiarò quando era ancora Presidente.

Cossiga, quello che era Ministro al tempo del rapimento Moro, che era una prima linea ai tempi di Ustica, della strage di Bologna e delle stragi di Stato.

Cossiga che ha sempre servito – forse – lo Stato, ma che non era certo lo Stato di diritto e democratico a cui fa riferimento la Costituzione, ha servito sì uno stato, ma quello del silenzio, dei segreti, della non-trasparenza.

Mi dispiace, io non riesco ad esprimere il mio cordoglio per la morte del politico Cossiga. E non ci riesco perché non voglio dimenticare.


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