Posts Tagged 'lavoro'

La coop sono anch’io (ma sto con i lavoratori e le lavoratrici)

coopseituUn paio di giorni fa i dipendenti della Coop Estense hanno inviato alla stampa una lettera aperta indirizzata ai Soci Consumatori. E quindi anche a me.

In questa lettera vengono poste alcune questioni, a mio parere, assolutamente importanti: la riorganizzazione del lavoro su turni spesso non programmati, e con orari non contrattati, la non applicazione del contratto integrativo, le aperture domenicali, una indisponibilità ad assumere a full-time.  Continua a leggere ‘La coop sono anch’io (ma sto con i lavoratori e le lavoratrici)’

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1° maggio: che c’è da festeggiare?

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editoriale pubblicato sul numero speciale de Il ventricolo sinistro, pubblicato il primo maggio 2013

Primo Maggio: Festa del Lavoro.

Così c‘è scritto sul calendario che mi occhieggia appeso al muro. E ogni volta resto stupita. Ogni anno non riesco ad ignorare la strana ironia di quelle parole: “festa” e “lavoro”.
“Le parole sono importanti”, gridava Nanni Moretti in Palombella Rossa. E viene da urlare anche a me.

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Grazie McDonald’s

ImageNo, non sono improvvisamente impazzita e non sono neppure in astinenza da cheeseburger.

Ma a guardare l’ultimo spot che la McDonald’s sta diffondendo sulle televisioni italiane verrebbe proprio da ringraziare. Continua a leggere ‘Grazie McDonald’s’

Obiezione civile e canone Rai

Lo spot della Rai che invita a pagare il canone per il 2012 gioca sull’idea di “tributo”. Insomma da un lato ci dice che pagare il canone è un modo per “riconoscere i meriti” a chi fa cose onorevoli o a chi copie onestamente il proprio lavoro, dall’altro ci ricorda che “è un tributo come tutti gli altri”, insomma una tassa, e già vediamo la spada di Damocle di Equitalia pendere sulle teste di chi non dovesse aver pagato i 112 euro all’anno. Continua a leggere ‘Obiezione civile e canone Rai’

(Don’t) think different

Non è una sorpresa che le industrie di elettronica abbiano fornitori orientali dove i lavoratori sono sfruttati e lavorano in condizioni di inesistente o quasi sicurezza.

Certo, sorprende un po’ di più che lo faccia anche un’azienda come la Apple che ha giocato tutto su un’immagine di “differenza” ed ha conquistato negli anni il pubblico giovane e tendenzialmente ‘alternativo’. L’inchiesta del New York Times non lascia dubbi. E se scontate sono le proteste, la cosa che non si voleva proprio vedere era il silenzio dell’azienda. Continua a leggere ‘(Don’t) think different’


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