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Testosterone, mercati e manovre

Devo dire che trovo folle quanto sta avvenendo.

Non riesco a darmi pace di fronte le continue richieste di austerità sempre e solo a carico dei soliti, come trovo demenziale che alcune società private che guadagnano facendo speculazione finanziaria siano anche i soggetti a cui è demandato di dare patentini di credibilità a Stati ed aziende (per inciso, azzeccandoci poco).

Trovo aberrante anche che ci si preoccupi di più di come reagiranno i mercati (quasi fossero la versione moderna delle antropomorfiche e permalose divinità greche), che non di come reagiranno le persone in carne ed ossa che subiscono continue vessazioni e frustrazioni.

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Ho adottato un pesco

No, non sono diventata più matta del solito.  Ho davvero adottato una pianta di pesche nettarine. E non l’ho fatto solo perché ne sono una grande mangiatrice.

Ho fatto una scelta che parla del mondo che vorrei.

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Gli ideali lasciano il posto ai numeri.

Non è mia abitudine riportare interamente articoli o interventi pubblicati sulla stampa. Credo, però,  che questo “commento” di Alessandro Somma, pubblicato su “La Nuova Ferrara” di lunedì 21 novembre 2011, possa essere un commento anticipato al vergognoso comportamento che sindaco e consiglieri hanno messo in atto lo stesso pomeriggio di lunedì.

Alessandro Somma  nella vita fa il professore ordinario di Diritto Comparato all’Università di Ferrara,  da grande vorrebbe fare il giornalista ed è, con me, il fondatore  del club – molto ‘esclusivo’ – dei  “brontoloni che si godono la vita”.

Buona lettura!

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Manovre stupide e Movimenti intelligenti

Maggioranza e opposizione sono d’accordo: per uscire dalla crisi bisogna, da un lato, tagliare stato sociale e sussidi alle imprese e, dall’altro, privatizzare (che in casi come questi significa svendere).

Slavoj Žižek, filosofo sloveno, nel suo Dalla tragedia alla farsa (ed. Ponte alle Grazie, 2010) smaschera non soltanto l’atteggiamento autolesionista delle classi subalterne al capitale, ma comprendere il perché della sua forza: “la capacità di auto generarsi e posticipare il collasso finale”.

Già, e pare proprio questo il risultato della manovra italiana “lacrime e sangue”, sponsorizzata sul IlSole24Ore da Perotti e Zingales. Peccato che, citando gli autori, non ci sia tempo per manovre intelligenti si sia deciso di farne una stupida. Allo stato attuale si svendono i servizi pubblici e non si riuscirà comunque ad azzerare il deficit, perché pur non emettendo nuovi titoli, si dovrà rinegoziare quelli in scadenza (per cui la palla passerà alla finanza e alle società di rating, che decideranno i tassi e che saranno certo superiori).

E prima o dopo il default arriva.

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Tu chiamala se vuoi… “occupazione”…

E’ di oggi la notizia che un giovane su 3 sarebbe disoccupato. Lo dice l’Istat. Non un sito sovversivo di sinistra e che vuole spaventare i tranquilli cittadini italiani convinti che la crisi, in fondo, è già passata.

Il mondo politico, chi dovrebbe proporre un’uscita, tace. O quasi. Paolo Ferrero fa una proposta. Provocatoria, in parte, senza dubbio. Ma sarebbe un inizio. E nel silenzio assordante che viene dal mondo politico quella di Ferrero dovrebbe essere la fonte di un dibattito.

Invece, si sa, i grandi giornali preferiscono ignorare le voci scomode e che non sono piegabili agli usi strumentali. E così l’Istat lancia un dato allarmante e – apparentemente –  nessuno commenta.

Pazienza, vien da dire. Ma almeno non fatevi fregare, viene da aggiungere. Già uno dei maggiori giornali italiani – il CorSera – dalle pagine dell’edizione on line fa notare che però c’è un aumento dell’occupazione. continuando a leggere si scopre però che è dovuta alle “regolarizzazioni e al part time”… insomma: se questa è occupazione!


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