Mandiamo i “cattivi” in Europa

donne-no-tav3Da quando i 6 “intellettuali” hanno lanciato via Micromega la candidatura del greco Tsipras, sono iniziate le polemiche (alcune giuste, altre meno, tutte comprensibili), le critiche, i mal di pancia.

Non mi interessano le primogeniture sulla candidatura: chi si occupa di politica senza leggere solo le testate – cartacee o online del gruppo l’Espresso –  sa che Tsipras non solo non è un esponente della società civile (che poi chissà cos’è, e chi realmente è legittimato a farne parte) ma è un politico fine e con un forte impianto ideologico.

Detto poi questo in Italia la lista degli “intellettuali” sta diventando un’ottima opportunità per dare contro ai partiti  – “vi piace vincere facile, eh?” – ma anche indirettamente per dare contro alla possibilità di organizzare la sinistra di alternativa basandola su un forte impianto ideologico. Al mio stomaco non piace l’aprire a destra e manca della Spinelli. E non mi piace leggere della “superfluità” della indicazione di qual è la nostra ‘parte’.

Oggi sull’Osservatorio sulla Repressione leggo: “La lobby legalitaria cresce, egemonizza, cambia geneticamente la sinistra ed è riuscita perfino, a causa della confusione post ideologica e del populismo, a creare soggetti politici che fagocitano ogni alternativa che miri effettivamente a mettere in discussione lo stato di cose attuali.”

Condivido. E allora mi si dovrebbe accaponare la pelle. Dovrei dire che la lista se la facciano i sei e le firme si arrangino a raccoglierle. Ma poi rifletto e vedo bene un “ma”, reale.
E il “ma” è dato dalla possibilità di scegliere chi mandare in Europa. E’ vero che sono i saggi (che poi a proposito di metodo mi sarebbe piaciuto sapere chi gliel’ha data la patente) a scegliere i candidati da mettere in lista. Ma io voglio sperare che su 13 candidati, per esempio, che ci saranno nella circoscrizione Nord-Est io ne abbia almeno uno che non rientri nella visione legalitaria di costoro.

Vorrei un o una No Tav, un o una compagno/a del movimento per la casa, uno dei lavoratori della logistica, di quelli che fanno i picchetti e che qualcuno bacchetta dalle pagine di qualche quotidiano campione di vendite. Insomma, vorrei poter scegliere anche i “cattivi”, quelli che subiscono le scelte della magistratura, quelli che sanno che i poliziotti, nella realtà, sono molto poco simili a Montalbano e più simili a Tonelli del Sap (quello che dice che la famiglia e gli amici di Aldro hanno mosso una “pelosa macchina del fango”) o a Maccari del Coisp (quello che querela anche l’aria perché “lede la dignità dei poliziotti”).

Insomma, lasciamo che i professori facciano il loro gioco (ammesso ci sia davvero un gioco dietro), ma non rinunciamo a questa opportunità per creare un fronte antiliberista e di sinistra (a prescindere che la parola ci sia o ci sia solo il colore sul simbolo) e mandiamo in Europa quelli che lottano contro questo sistema repressivo da ogni punto di vista.

Insomma, lavoriamo per delle candidature di lotta (vera) e lavoriamo per mandare in Europa i “cattivi”, quelli che questo sistema lo vogliono davvero ribaltare.

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