Il bilancio di Ferrara è il bilancio delle larghe intese

comunicato stampa inviato alla stampa locale relativamente al voto sul bilancio comunale di Ferrara.

pallottoliereMartedì, con un giorno di anticipo sulla calendarizzazione dei lavori del consiglio comunale, Ferrara ha visto approvato il proprio bilancio preventivo, l’ultimo prima delle elezioni.

Un bilancio che non ci convince per una serie di elementi.

Sappiamo bene che il governo Monti prima, e Letta oggi, sostenuti da Pd e da un pezzo del centrodestra, hanno fortemente ridotto i trasferimenti dallo Stato. 

Ma la scelta di ridurre il debito, astrattamente positiva, non risponde alle esigenze di una città colpita sempre più dalla crisi. La “restituzione” di 2 milioni di euro ai ferraresi, si traduce in una cifra ridicola quanto inutile se vista pro capite (2 euro nelle ipotesi più ristrette 20 euro in quelle più ottimistiche). Probabilmente se si voleva lanciare un vero segnale contro la crisi e per il sostegno dei cittadini e delle cittadine sarebbe stato più utile intervenire potenziando i servizi – pubblici – sociali piuttosto che restituire pochi spiccioli, assolutamente inutili se si dovesse ricorrere al privato per provare ad avere le risposte che il pubblico non dà. Ricordiamo infatti che le spese socio-assistenziali sono una delle prime cause di impoverimento delle famiglie, e le liste di attesa per l’accesso ai nidi sono lungi dall’essere esaurite.

O ancora, si poteva ragionare seriamente di un dormitorio per chi versa in condizioni di emergenza, senza sperare che siano le associazioni mutualistiche religiose a dare risposte e senza aspettare che ci siano altri morti di freddo; o si poteva investirli nel diritto alla casa, aumentando i fondi per la manutenzione e il recupero di alloggi di edilizia popolare o provvedendo alla costruzione di nuove strutture in modo da dare una vera risposta ai troppi in lista di attesa.
Un bilancio che non risponde ai bisogni reali, per questo pensiamo che gli strumenti del bilancio partecipato e di un audit sul debito siano indispensabili.

Ma  c’è poi un dato politico che, qualora non ci avessero convinto le cose sopra riportate, ci avrebbe portato comunque a votare contro: l’appoggio o l’astensione di praticamente tutti coloro che erano una volta nel Pdl o nella civica “Io amo Ferrara”. Il voto a favore di Dragotto e Fortini o l’astensione di Brandani e De Anna ci mostra con chiarezza che la Giunta e il Sindaco hanno spostato il loro asse politico ancora più verso politiche neoliberiste e di destra, ed hanno scelto con chi costruire le politiche per Ferrara.

Anche se il Sindaco, al nostro Congresso provinciale, è venuto a spiegarci cosa è di sinistra, e quanto lui esprima questi valori, noi, che già 5 anni fa corremmo con una nostra candidata a sindaco, oggi, alla luce anche di questo ulteriore elemento, non possiamo che riconfermare ancor più la nostra alternatività.

Elisa Corridoni,
segretaria circolo Prc “Rosa Luxemburg” Ferrara
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