La coop sono anch’io (ma sto con i lavoratori e le lavoratrici)

coopseituUn paio di giorni fa i dipendenti della Coop Estense hanno inviato alla stampa una lettera aperta indirizzata ai Soci Consumatori. E quindi anche a me.

In questa lettera vengono poste alcune questioni, a mio parere, assolutamente importanti: la riorganizzazione del lavoro su turni spesso non programmati, e con orari non contrattati, la non applicazione del contratto integrativo, le aperture domenicali, una indisponibilità ad assumere a full-time. 

Sono tutte problematiche più o meno note, ma non per questo vanno prese sottogamba. Come non va presa sottogamba la risposta che arriva oggi da quattro consiglieri di amministrazione Coop Estense – Zona di Ferrara.
Una risposta che non temo di definire vergognosa. Ed è una critica che faccio innanzitutto da ‘socia consumatrice’.

Mi vergogno e non mi sento rappresentata da chi scrive frasi come:

vieni pure a fare la spesa in Coop. Troverai, oltre ai prodotti che cerchi, molti lavoratori che ti accoglieranno con la gentilezza e la professionalità di sempre. Troverai molti lavoratori che vogliono bene alla cooperativa, che non si tirano indietro davanti al lavoro, ma anzi si rimboccano le maniche, perché sanno che il lavoro è anche sacrificio e fatica.

Sono frasi vergognose che mettono in contrapposizione i lavoratori che – giustamente e legittimamente – protestano per il peggioramento delle proprie condizioni di lavoro, oltretutto non discusse né contrattate, con coloro che magari perché ricattati non osano alzare la testa e continuano – parafrasando le parole di Di Vittorio – a togliersi il cappello davanti al padrone.
A me, come penso a tanti altri soci consumatori, interessa avere lavoratori professionali, che svolgano accuratamente il proprio lavoro, ma che siano anche rispettati, i cui diritti siano riconosciuti e la loro dignità personale e professionale non sia calpestata.
Non mi interessa “vogliano bene alla cooperativa”. Non è un bambino né un marito o una moglie. E non può essere messa in discussione la loro professionalità e il loro diritto di protestare usando una categoria pseudomorale.

Non sta ai lavoratori e alle lavoratrici di una società, cooperativa o meno, “voler bene” alla società stessa. E non può essere questo il metro per chiedere loro sacrifici e silenzio, testa china e un ‘sissignore’ per far fronte ad esigenze di risparmio dei costi.

La pubblicità della Coop ci ricorda sempre che “la coop sei tu”. E allora, se la Coop sono io chiedo di avere rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione che rispettino i valori per cui sono nate le cooperative di consumo. A cominciare dall’esigenza di tutelare lavoratrici e lavoratori.
Tutti e tutte, anche coloro che protestano.

le lettere sono state integralmente pubblicate da estense.com il 16 e il 18 dicembre 2013

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4 Responses to “La coop sono anch’io (ma sto con i lavoratori e le lavoratrici)”


  1. 1 reattivamente 19/12/2013 alle 09:19

    un lettore si è risentito perché i commenti sono in moderazione. gli rispondo qui visto che la mail da lui lasciata è falsa/non funzionante

    “gentile rosario,
    1. la moderazione, viste le leggi assurde in tema di pubblicazione internet è l’unico modo per tutelarsi da assurde cause per diffamazione.
    2. se lei invece che scrivere “la coop è merda” sviluppa il concetto e lo motiva la pubblico.
    3. se mi dà della fascista perché modero i commenti forse è un po’ confuso.
    4. ad ogni modo non pubblicherei commenti ot, trollate o commenti razzisti, omofobi, ecc ecc ecc.

    aspetto un suo commento

  2. 2 Giorgio 19/12/2013 alle 09:56

    Diciamo che alla Coop ci sono alcuni dipendenti poco affabili. Spesso in altre catene commerciali si trovano persone più sorridenti e disponibili, alla Coop è più facile sentirsi dare una rispostaccia. Mi sono sempre chiesto il perché, il motivoci sarà. Giorgio

    • 3 susy 19/12/2013 alle 19:47

      rispondo a Giorgio:io sono dipendente coop e ti garantisco che nonostante” il cliente ha sempre ragione” e’ molto difficile avere a che fare con certi personaggi:e’ vero che io non devo portare i miei problemi personali al lavoro,ma neanche tu cliente devi insultarmi perche’ non sono pagata per sentire le tue lamentele in modo molto maleducato!e ti garantisco che giro in vari negozi ed il sorriso lo vedo sulle bocche di pochi soprattutto di questi tempi.Se lavori anche ,tu e lo spero per te,sai che e’ piu’ facile rispondere ai sorrisi con altri sorrisi,alla gentilezza con altra gentilezza,

  3. 4 Fiamma Schiavi 23/12/2013 alle 13:25

    E’ un pezzo che sento le storie di lavoratori COOP che non hanno nulla da invidiare a quelle di chi lavora “sotto padrone”.Posso dire che vergogna?


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