“Dai, mettiamolo alla prova”

matteo-renzi-188808Ieri, domenica 8 dicembre, mentre passeggiavo mi sono trovata a passare di fronte ad un centro anziani adibito a seggio per le primarie. Incrocio lì davanti una professoressa di storia e filosofia del mio liceo, una di quelle insegnanti che hanno una naturale autorevolezza. Mi ferma, i classico “come stai? che fai? a casa tutto bene?” e poi si passa a parlare di politica, una cosa naturale. Ricordo quando mi regalò il libro di Bobbio “Destra e Sinistra”. Bravissima, ‘illuminata’, ma assolutamente non radicale.

Con il suo sguardo un po’ sornione e con quell’atteggiamento di chi ti fa sentire sempre sotto interrogazione (anche se non è mai stata mia prof) mi guarda e mi dice “visto che stupidi gli italiani? ci cadono sempre; è successo almeno tre volte dal ’21”.
E io lì capisco… eh sì, profe, proprio vero. Gli italiani sempre con il loro “mettiamolo alla prova, vediamo cosa fa”. E allora “è successo con Mussolini quando ad un manipolo di disgraziati (e non c’era nessun valore positivo, in questo termine, NdA) danno un Governo, e poi nel ’94 a Berlusconi e ora con Renzi”.

Lo so, ora sarete tutti lì a dire “esagerata! ma come si fanno a fare certi esempi!”.
Però se non è applicabile per la gravità di linee politiche, azioni e ‘moralità’, ecc. ecc. ecc., esiste una strana propensione del popolo italiano a dare una possibilità a tutti questi ‘imbonitori’. Ricordate quando cadde il governo Berlusconi e venne nominato Monti? Tutti a stoppare le critiche (aprioristiche, vero, ma mica era uno sconosciuto, Mario Monti!) e a ripetere contro tutti coloro che non trovavano ragioni per festeggiare un “ma lascialo lavorare, mettilo alla prova”.

Già peccato che questa grande disponibilità all’attesa, alla ‘messa alla prova’  non trova alcuna applicazione nella vita reale ed in nessun altro ambito lavorativo o sociale se non nella delega del potere. In Italia non si mettono alla prova i giovani che escono dall’università e si lanciano nel mondo del lavoro, ma quelli ‘si sfruttano’. Non si mettono alla prova brillanti 40enni che diventano dirigenti solo in età ben più avanzata e dopo aver dimostrato fedeltà e disponibilità (leggi ‘capacità di resistere allo sfruttamento). Non si mettono alla prova nemmeno i migranti che scappano dalla miseria dei loro paesi e a cui viene richiesto, per entrare legittimamente in Italia, di avere un contratto di lavoro.

Eppure in un ambito fondamentale come il governo della res publica si è disponibili a dare una delega (quasi) in bianco ad ogni imbonitore che dimostri una – presunta – competenza o caratteristiche ‘personali’ come l’essersi fatto da sé, o l’avere una forte personalità o una stima – sempre presunta –  da parte dei poteri forti (ossia di coloro che in un certo momento hanno i cordoni della borsa, metaforicamente intesi) in auge in quel dato momento.

Insomma, forse sarebbe ora di dare il giusto valore alle cose. E iniziare a ‘dare possibilità’ a tutti e a tutte, ma vere, e non meramente formali. E poi, magari, iniziare a dare un giusto valore alla Politica (quella vera, bella, con la “P” maiuscola) e non far fare le ‘prove’ a qualche rampante giovane o meno giovane, ma sapere che per fare politica ai più alti livelli prima bisognerebbe dimostrare capacità, competenze e anche umiltà.

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3 Responses to ““Dai, mettiamolo alla prova””


  1. 1 Stefano lolli 09/12/2013 alle 22:59

    E chi ha detto che debba provare? Le prove le ha fatte per tutta la vita, da presidente di provincia, sindaco ed anche alla ruota della fortuna. Adesso deve fare, concretamente, le cose per cui in tanti l’abbiamo votato. Dimostrando concretezza, responsabilità e possibilmente suscitando quella passione che in tanti hanno spento. Non c’è più tempo per le prove, serve energia per agire

  2. 2 Leo Rosa 10/12/2013 alle 09:36

    Magari hai ragione Eli. Anzi, è molto più facile tu abbia ragione che torto, dato che han fallito tutti negli ultimi 25 anni, giusto per considerare il lasso di tempo in cui ho un minimo di cognizione della realtà. Però, c’è un però. Come fare a valutare una persona, meglio, un leader, se non lo si mette alla prova? Azzardo: si giudica quello che ha fatto in precedenza, lo si mette a confronto con i competitors, si valutano le promesse, si soppesa il grado di attendibilità delle stesse.
    Sul primo punto avrà delle ombre, come tutti, ma disastri non ne ha combinati. Sul secondo evito di addentrarmi. Sugli ultimi due punti penso che se facesse un quarto delle cose che sbandiera sarebbe comunque una rivoluzione positiva per l’Italia. A volte è giusto avere un minimo di fiducia, non per ragioni di parte (come ovvio per me) ma per non finire tutti emigrati altrove.

    • 3 reattivamente 10/12/2013 alle 10:14

      caro Leo, il punto è che mi sembra assurdo si scelga la via del “provare”, “dare possibilità” solo nell’amministrazione della cosa pubblica e non in tutto il resto. Un po’ come se amministrare e fare politica fossero attività dove ci si può permettere l’errore, l’avanzare per tentativi, ecc ecc.
      sul piano dei risultati precedenti devo riconoscere a Renzi un’enorme abilità comunicativa. e la creazione di un personaggio che sicuramente ha contribuito a parlare alla pancia delle persone, a ravvivare delle speranze come diceva anche nel suo commento Stefano Lolli. Sulle sue reali capacità ho qualche perplessità data senza dubbio dal fatto che ci muovono proprio idee diverse di ciò che dovrebbe fare lo Stato.


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