Far luce sulla Curia. Oggi.

ImageIeri alle Iene è stato intervistato Erik Zattoni, un giovane di 33 anni, ferrarese, che racconta la sua storia.
Per chi se la fosse persa la può trovare su estense.com.

E’ la storia di un ragazzo che nasce da uno stupro, il che immagino sia per lui già abbastanza doloroso e angosciante. E immagino – perché, fortunatamente per me, posso solo immaginarlo! – il dolore della madre di Erik, stuprata praticamente bambina (aveva solo 14 anni) da un 54enne.Ma non era solo un 54enne. Era, anzi è, un prete. Spesso le donne vittime di stupro faticano a farsi credere, subiscono un’altra violenza quando scelgono di denunciare, affrontare il racconto, il processo, la ‘ricerca delle prove’. Quando sono state violentate da qualcuno che riveste un’autorità generalmente riconosciuta è raro che denuncino: è come sapere già che difficilmente se ne uscirà ‘vincenti’. Quando poi l’autorità indossa una ‘divisa’ il “raro” diventa “rarissimo”.

Questa donna ha parlato, la famiglia della donna si è rivolta anche al vescovo dell’epoca. Il giovane ha richiesto la paternità, per poter dimostrare che non erano invenzioni. Il dna non ha mentito: don Pietro , questo il nome del prete, è il padre di Erik.

Nessun risarcimento danni, nessuna rimozione per il prete-stupratore.E oltre al danno (ed al dolore), la beffa: parlo della risposta che dà il vescovo Negri – sì, proprio quello che aveva accusato la gioventù ferrarese di orge davanti al Duomo e di avere trasformato il sagrato in un postribolo ogni mercoledì sera – alle Iene.

“Lei vuole insegnare alla Chiesa a fare la Chiesa?”. Ma è giusto, insiste l’inviato? “Certamente è giusto se non ci sono state ragioni per cui la Chiesa ha ritenuto che dovesse essere dimesso. Lo stupro non è sufficiente. Per il risarcimento non so a chi si deve rivolgere, non a me. Sono cose civili non ecclesiastiche. La smetta perché mi ha irritato”.

Per questa sera, l’associazione FerrarabyNight ha organizzato un flashmob (qui l’evento su facebook) e ha lanciato un hashtag su Twitter #PapaAscoltaErik. Appuntamento alle 23.30 davanti al duomo di Ferrara con cellulari, torce, accendini e quanto di più adatto per ‘far luce’ sulla Curia.

Stasera sarò in piazza, perché credo in una società laica dove chi commette un reato schifoso, come uno stupro, debba essere condannato. Sia che non indossi una divisa sia che la indossi. Sia che questa divisa sia quella di un prete sia che sia quella di un poliziotto.
E perché sono stanca di vedere una società pseudo feudale dove i ceti ancora esistono, dove esistono delle rendite di posizione, dove chi fa parte della curia o dalla curia è protetto può godere di privilegi che un normale cittadino non può nemmeno immaginare.
(e cito solo i diritti dati per legge agli insegnanti di religione, ma approfondirò altrove sennò vado off topic!)

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