Ma l’Anpi che fa?

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Ieri, a me come immagino a molti tesserati anpi, è arrivata,  tramite il presidente provinciale, la “newsletter”  relativa alla manifestazione del 12 ottobre che chiede l’applicazione della costituzione: un paio di interviste rilasciate a repubblica e unità, una circolare “per i dirigenti” locali e la lettera agli organizzatori.

Visto che il nostro essere ‘partigiani’ passa anche dall’incapacità a stare zitti, ecco la risposta che ho dato – insieme ad alcuni compagni e ad alcune compagne – al presidente provinciale di Ferrara.


caro daniele,

leggiamo con notevole stupore e perplessità il materiale che ci hai inoltrato da parte di smuraglia relativamente alla manifestazione del 12.
crediamo che nella migliore delle ipotesi smuraglia abbia preso delle gran cantonate: infatti sia il 2 giugno a bologna che nell’iniziativa romana di lancio della mobilitazione del 12, sia rodotà che landini, hanno espressamente dichiarato che non era loro intenzione formare nessun nuovo soggetto politico, né tanto meno un nuovo partito.

e francamente troviamo curiosa la sua sorpresa nel vedere che la cgil non aderisca alla manifestazione: davvero ci sorprende dopo che in più occasioni la segretaria generale nazionale della cgil ha esplicitato il proprio appoggio al pd (che ti ricordiamo essere il partito che maggiormente spinge per queste riforme costituzionali)?

e ancora ci sorprende che risulti quasi infastidito dal fatto che la manifestazione si collochi in uno spazio politico “a sinistra”.
qui non si tratta di non voler essere trasversali, di volersi chiudere in un recinto o che altro,  ma bisogna essere consapevoli del senso di queste riforme costituzionali, del senso politico (e storico e filosofico ed economico e sociale) di questo intento riformatore.

non dobbiamo spiegarlo a te, ma la nostra costituzione nasce dalla resistenza e dal contributo di tante forze: comuniste, socialiste, democristiane e liberali.
e ha però uno spiccato senso sociale (art. 1, art. 3, art. 42 – che addirittura riconosce la funzione sociale della proprietà privata -, ecc ecc) sebbene contemperato da valori liberali.
ebbene, in questi anni abbiamo visto come le riforme legislative e le scelte politiche abbiano portato alla non-applicazione se non alla vera e propria disapplicazione di interi articoli. per non parlare del povero art. 11 tanto citato a sproposito quanto calpestato.
e questo è avvenuto in modo tendenzialmente trasversale, dall’attività di governi di centrodestra e di centrosinistra per non parlare di questi ultimi governi delle larghe intese.

e allora ti chiediamo: è così strano che a difendere la costituzione siano soggettività di sinistra?
ci aspettiamo forse che chi ha una cultura liberale e liberista si muova per impedire modifiche che vanno proprio in senso liberale (politicamente) e liberista (economicamente)?
ma ancora, se si chiede l’applicazione, oltre che alla mera difesa della costituzione, come avviene con la manifestazione del 12 (ma anche come ha chiesto dal palco del 2 giugno landini), come possiamo sperare che ci sia anche chi quei diritti sociali li vuole cassare definitivamente?
ed infine una domanda che viviamo con grande inquietudine: perché l’anpi ne sembra infastidita?

quando ci iscrivemmo all’anpi la prima volta, diversi anni fa, e quando poi decidemmo di contribuire a fondare la sez. anpi “vittorio arrigoni” insieme ad altri ‘compagni e compagne’ (parola bellissima, non retorica e assolutamente attuale), pensavamo di iscriverci ad un’associazione che, per usare le parole di che guevara, fosse “capace di sentire ogni ingiustizia commessa in ogni parte del mondo”.
un’associazione che non si curasse solo di memoria e di ricordo ma che attualizzasse la lotta partigiana anche nella lotta alle tante discriminazioni, privazioni di dignità e violenze che uomini e donne sono costrette a subire in italia come altrove anche oggi, per non parlare dei numerosi attacchi neofascisti che anche in questi mesi tante e tanti subiscono.
e per fare questo la bussola doveva essere la lotta partigiana dei nostri predecessori che hanno scacciato (ma non definitivamente distrutto, purtroppo) il nazifascismo e la guida è proprio quella costituzione che dà pane e rose, diritti sociali e libertà e che se applicata potrebbe essere un meraviglioso e rivoluzionario libretto delle istruzioni.
questa è/era l’anpi per noi.

ti chiediamo se ci siamo sbagliati.

con affetto.

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1 Response to “Ma l’Anpi che fa?”


  1. 1 luigi 11/10/2013 alle 12:00

    spero che l’ANPI (che rispetto molto) non si inchini alle grandi intese


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