Qualche interrogativo sul proibizionismo

298Apro i giornali e mi trovo di fronte a quella che sembra una follia dovuta alla calura estiva: il sindaco di Ferrara Tagliani avrebbe firmato una ordinanza – che sarebbe anche già esecutiva – per impedire di bere alcolici all’esterno in una area della città. L’area in questione è quella vicina alla stazione. Intorno a questa zona si concentra gran parte della popolazione straniera e magari anche irregolare (come avviene in tutte le città del mondo!) e si porta dietro anche fenomeni di spaccio e piccole risse.Basta aver messo piede fuori dalla città estense per rendersi conto che non solo la situazione non è drammatica ma nemmeno vagamente paragonabile a quanto succede altrove. Eppure grazie ad una sapiente opera di disinformazione e complice un comitato “contro la droga” (che ovviamente pare più interessato alla presenza di nigeriani che al commercio di sostanze o agli italianissimi acquirenti) sembra esista un’emergenza sicurezza in città.

Ebbene, la risposta del sindaco è di vietare gli alcolici “consumati all’esterno”. Al che non posso non interrogarmi su alcuni punti:
a) ammesso che le enormi sanzioni previste possano davvero spaventare e quindi funzionare da deterrente, il sindaco pensa che chi vuole ubriacarsi non possa farlo in casa e poi uscire ubriaco e molesto come nulla fosse?
b) il degrado è condividere qualche birra o il fatto che un territorio dopo una certa ora diventi deserto se non per la presenza di qualche piccolo spacciatore e di qualche persona che vive chiaramente situazioni di disagio?
c) le forze dell’ordine che dovrebbero far rispettare l’ordinanza, non potrebbero presidiare il territorio a prescindere e magari intervenire solo quando c’è bisogno?
d) invece che fare ordinanze di divieto, non converrebbe investire su servizi sociali e sull’organizzazione di iniziative in modo da far vivere una zona lasciata ‘abbandonata’?
e) ma anche ammesso funzionasse, non pensa Tagliani che gli ‘ubriaconi molesti’ si sposterebbero semplicemente di qualche isolato?

Insomma, davvero si pensa di risolvere i problemi con un divieto ‘a costo zero’ per l’amministrazione? O si vuole semplicemente le istanze di un comitato (sulla cui bontà delle intenzioni ho tanti dubbi) magari in vista della scadenza elettorale?

O forse semplicemente non si vuole ammettere che per salvare spazi dal degrado bisogna investire in servizi pubblici e stato sociale?

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