Curia di Ferrara: qual è il tuo problema?

ImageSono intollerante. Sì, lo ammetto.

Nell’ultimo periodo la Curia di Ferrara sta spingendo sempre di più il mio carattere notoriamente pacifico a livelli di intolleranza ben sopra il livello di guardia. Un po’ lo stesso effetto che mi fanno i fascisti.

Prima il vescovo dice che il sagrato del duomo è diventato un postribolo con ubriaconi e addirittura un’orgia notturna nella quale lui si è imbattuto alle tre di notte (e ovviamente ha poi parzialmente ritrattato). Poi ci dicono che Bach non si può suonare all’Abbazia di Pomposa perché il programma non prevedeva brani di musica sacra. Ed infine oggi viene fuori che il cappellano dell’ospedale – pagato peraltro con i soldi della Regione – ha affisso un volantino contro la legge sull’omofobia “per ragioni personali”.

Adesso, non so se è il caldo, l’afa o che cosa che sta dando alla testa a costoro, ma qualcuno mi deve spiegare  che problema ha la Sacra Romana Chiesa con noi cittadini italiani – e non vaticani! -, laici, ‘moderatamente’ gaudenti e acculturati.

Sì, perché penso non sfugga a nessuno che a prescindere dai diritti di proprietà, sia il sagrato del duomo, che l’abbazia di Pomposa siano un patrimonio della comunità tutta e non solo di quella di fede cattolica. E penso a nessuno sfugga che negli anni, lo Stato e gli enti locali abbiano ampiamente contribuito al mantenimento dei beni della Chiesa (con la maiuscola solo per distinguerla dall’edificio-chiesa), proprio perché di ‘patrimonio’ di tutta la comunità. Poi sull’opportunità di questa scelta, soprattutto in momenti di crisi, si può discutere, ma tant’è.
Ma quando poi la Chiesa, per voce della Curia o di un suo rappresentante, inizia ad essere ‘respingente’, avere atteggiamenti della serie ‘il pallone è mio e ci gioco solo io’ (come nel caso dell’Abbazia o del sagrato) o scegliendo di difendere, indirettamente, coloro che discriminano e compiono violenze (come nel caso del cappellano dell’ospedale) significa che salta una sorta di alleanza.

E allora mi domando il senso di un concordato che non chiarifichi davvero gli obblighi e i diritti. Perché se lo Stato foraggia la Chiesa credo che sia necessario che gli spazi di proprietà della Chiesa debbano essere a disposizione della fruizione pubblica.
E rispetto la libertà del signor cappellano di diffondere il messaggio di odio che preferisce, salvo ovviamente poi che se ne assuma le proprie responsabilità. Ma credo anche che l’amministrazione dell’ospedale, a tutela di tutti i propri pazienti, aventi le idee più disparate, debba chiedere conto alla Curia di questo comportamento e stabilisca regole chiare per l’esercizio del culto in una struttura pubblica.

Personalmente mi sento violata e violentata. Mi sento offesa dalla arroganza della Curia nella mia città. E spero che presto venga ristabilita un po’ di laicità.

E penso che il miglior commento lo faccia Piero Stefani su estense.com: “In questa vicenda qualcosa di profano sicuramente c’è ed è la miope ignoranza che alberga nella curia arcivescovile”

 

postilla.
Un pezzo di me vorrebbe tanto capire che problemi ha la Chiesa con l’omosessualità, e con i giovani che si divertono, e con coloro che fanno cultura… ma questo, probabilmente dovrebbe essere argomento di (una serie di) altri post.

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1 Response to “Curia di Ferrara: qual è il tuo problema?”



  1. 1 Far luce sulla Curia. Oggi. | Reattivamente's Blog Trackback su 16/10/2013 alle 13:38

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