Sindacati? No grazie.

vietato8rvSuccede alla Miswaco, azienda con sede in provincia di Ferrara.

La notizia è diffusa da estense.com, quotidiano on line ferrarese.

La MiSwaco è un’azienda florida, emanazione di una multinazionale statunitense con sede in Texas e che costruisce macchinari per la perforazione dei pozzi petroliferi. La MiSwaco si dedica in particolar modo alla produzione di dispositivi che si occupano della separazione solido-liquido dei materiali prodotti nell’attività di trivellazione e di controllare i solidi prodotti dalla perforazione del terreno.

Un’azienda florida, una sorta di mosca bianca nel tessuto industriale ferrarese dove la crisi morde e in cui a pochi chilometri la ThyssenKrupp ha avviato la mobilità per 611 dipendenti del gruppo Berco.

Alla MiSwaco pare vengano elargiti sostanziosi premi di produzione, e che – a detta del sindaco di Berra, Eric Zaghini, under 40 del Pd – rappresenta un’eccellenza per Berra, per il Copparese e per tutta la provincia di Ferrara non solo dal punto di vista economico, ma anche per le condizioni dei lavoratori”.

Fatto sta che meno di due mesi fa i lavoratori si siano convocati in assemblea per discutere della mancata assegnazione del premio di produzione ad alcuni dipendenti, e in quella sede abbiano chiesto di poter costituire l’Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie. Attivate le procedure compare in bacheca una lettera, poi firmata dal 97% dei dipendenti, che chiede ai due sindacati rappresentati all’interno (cioé Fiom e Fim) di non entrare in azienda.

Al che scattano i dubbi: sarà stata una lettera spontanea o, come senza troppi giri di parole dichiara il segretario generale della Fiom, Mario Nardini a estense.com, “dietro questa operazione c’è l’azienda”?

Perché se è vero che è un’azienda dove i motivi di conflittualità sono stati minimi è quanto meno sospetto che nel giro di un mese e mezzo i lavoratori ‘cambino idea’, decidendo di poter fare a meno della Rsu, quando loro stessi ne avevano ravvisato l’esigenza. Forse questo evento è solo l’ennesima conseguenza di una crisi della rappresentanza che porta alla sfiducia nei confronti di tutti quegli organismi intermedi che fino a qualche anno fa erano visti come elemento di garanzia e tutela. E forse il meccanismo che si è scatenato è proprio quello che dichiara il general manager dell’azienda, Renzo Vicentini, affermando che i dipendenti ” temevano solo di perderci anziché di guadagnarci”.

Certo è che l’assenza di una presenza sindacale rende più deboli tutti i lavoratori, che si troveranno a dover contare ognuno per sé in caso di conflittualità o nella risoluzione di vertenze relative al luogo di lavoro. Sicuramente questo porterà solo una maggiore debolezza della parte dei lavoratori contro la parte ‘padronale’ che si troverà a dover trattare non con un collettivo organizzato ma con dei singoli, e quindi soggetti più deboli perché più facilmente ricattabili.

Per ‘scelta’ dei lavoratori si è tornati ad una fase pre-anni ’50, con i sindacati fuori dalle aziende.

Con buona pace di decenni di lotte sindacali.

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