Scusate se vi disturbo

Imagelettera aperta a tutte/i le/i parlamentari (dal primo all’ultimo)

Scusate signori e signore se vi disturbo. Vedo dalle prime pagine dei giornali che siete molto impegnati nel discutere se parlare con Tizio oppure con Caio oppure con nessuno dei due e su come far fuori chi dissente dalla linea maggioritaria del vostro partito o non-partito o su quale “grande vecchio” mandare al Quirinale.

Non vorrei distogliervi da questi nobilissimi impegni, ma mi permetto di sottoporvi alcuni temi che stanno a cuore a chi non vive nei ricchi palazzi che ospitano le massime istituzioni nazionali.

Ve ne cito alcuni a mo’ di elenco, senza pretendere qui di approfondire.

1. La cassa in deroga che ne sarà? Sapete che al di là dell’impegno della Regione Emilia-Romagna (regione in cui vivo) siamo in stallo perché manca un decreto attuativo del Governo? E che per ora le banche anticipano, ma se poi quei soldi non dovessero arrivare?

2. Sul mio territorio, quello ferrarese, è notizia di ieri, la Berco “ridimensionerà l’organico”: -611 in tutto il gruppo. Il che fatti un po’ di conti potrebbe significare un ridimensionamento notevole anche solo sull’azienda di Copparo (300/350 dipendenti in meno?). Che si fa senza un governo con pieni poteri con cui dialogare?  Potremmo anche parlare della Basell e delle tante altre aziende sul territorio.

3. Il Coisp, sindacato di polizia fino all’altro ieri semi-sconosciuto, continua – a partire dalla mia Ferrara – ad avere un atteggiamento intimidatorio verso chiunque osi rimarcare solidarietà alla famiglia Aldrovandi, minacciando querele. Non pensate sarebbe utile avere un Parlamento un po’ più vigile?

Potrei andare avanti.

Capisco l’importanza di presentare una mozione sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan (cosa che condivido e per cui sono anche disposta ad aiutare, gratuitamente, gli inesperti cittadini-parlamentari) ma non pensate che in questo momento ci sarebbe urgenza di risolvere i problemi “veri”?

Comprendo anche l’entusiasmo per i tagli ad alcune spese della “politica”. Mi stanno bene, anche se penso non sia un caso che in Italia la campagna elettorale contro le politiche neoliberiste sia stata soppiantata dal tema “i costi della casta”, facendo del nostro Paese l’unico luogo dove nel momento di maggior crisi si risolve il tema sociale con il taglio ai privilegi. E sarò complottista, ma non mi pare uno scenario poco inquietante.

Quindi dicevo, signori e signore, capisco il vostro impegno a discutere fra voi dei vostri problemi relazionali, di chi fare “Capo di tutti” e di come tagliare i costi della politica, ma qui fuori, nel mondo reale, abbiamo un po’ di problemi.

Se vi siete fatti eleggere ma non siete in grado di prendere decisioni, per cortesia andatevene a casa. Se invece sareste capaci ma i numeri vi tengono in stallo fate una bella cosa, dimettetevi tutti e si torni a votare. L’Italia ha bisogno di un governo e di un parlamento che rispondano ai problemi reali, sociali e democratici.

Il resto sono, perdonatemi di nuovo, cavolate.

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