Goodbye Nederlands!

Questa volta fanno sul serio. Era un po’ di anni che la proposta veniva avanzata, in modo più o meno restrittivo, ora è diventata realtà: dal 1° maggio in tre regioni dei Paesi Bassi i coffeeshop potranno vendere i propri prodotti solo ai residenti e, pare, oltretutto, solo a coloro in possesso di una tessera di “associazione al locale” rilasciabile solo ai residenti legali. E da gennaio questa norma si estenderà a tutto il territorio olandese.

E indovinate chi mai potrà aver avuto una tanto geniale idea?! Ma ovviamente il partito liberal-conservatore che di liberale non ha proprio nulla.

Insomma, il paternalismo di stato ha colpito anche uno dei pochi luoghi dove la morale era lasciata all’individuo, e i diritti erano visti come una possibilità di espressione, a prescindere dal giudizio etico.

Ora, il luogo che avevo conosciuto come massima espressione liberale, dove l’idea era “tu devi poter scegliere, a prescindere dal giudizio che io do”, è diventato il luogo della semi-proibizione, solo per i turisti. Siano essi i giovanissimi italiani che vedono in una settimana ad Amsterdam il massimo della trasgressione o i magari meno giovani belgi e tedeschi che fanno qualche decina di chilometri per comprare marijuana o hashish, così da avere sostanze ‘certificate’ e in modo da non dover alimentare il mercato illegale.

Rumors danno per certo che qualora la sinistra vincesse le prossime elezioni – che si terranno il 12 settembre – la norma verrebbe stracciata. Intanto si sono mossi europarlamentari (come Cappato), parlando di discriminazione, e gli stessi gestori, che hanno optato per la disobbedienza civile.

Ma chi ci guadagna da tutto questo?

Certamente non i gestori e i tanti lavoratori dei coffeeshop – che per chi non lo sapesse mica sono dei ‘tabacchini delle canne’, ma veri e propri locali ricreativi con caffetteria (dove però da sempre è fatto divieto di vendere alcolici), spesso piccola cucina, giochi di società e talvolta piccole biblioteche – alcuni dei quali sono già stati costretti a chiudere. Non ci guadagneranno i consumatori che finiranno a comprare sostanze di dubbia provenienza da spacciatori. Non ci guadagnerà neppure l’economia olandese che dal 2012, a mio modesto parere, perderà un bel po’ di turismo giovanile.

Non ci guadagnerà soprattutto il pensiero liberale, l’idea che non servano né padri né padroni, e che il diritto all’autodeterminazione debba valere fino in fondo.

Ci guadagnerà l’anima dei benpensanti. E gli spacciatori, che hanno già iniziato ad accorrere numerosi.

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