Non c’è proprio nulla da festeggiare

Diego Rivera – 1 de Mayo, Dìa del Trabajo – 1956

Diego Rivera – 1° de Mayo, Dìa del Trabajo – 1956

Domani è il primo maggio. Auguri lavoratori e lavoratrici!

Già, sa di presa per i fondelli. In Italia la disoccupazione aumenta vertiginosamente (siamo al 9,2%, ma se mettiamo dentro anche coloro che non cercano lavoro siamo quasi al 20% con picchi al sud di quasi il 34%, per non parlare di quella giovanile che tocca il 30%), aumentano le richieste di cassaintegrazione.

Intanto il governo in modo estremamente lungimirante pensa bene di tagliare gli ammortizzatori sociali (se non ci fossero stati avremmo già avuto il collasso), far collassare il sistema di welfare inserendo pareggio in bilancio e tagliando i trasferimenti agli enti locali, smonta il sistema di tutele dello Statuto dei Lavoratori (nato proprio nel 1970 dopo una stagione di lotte sindacali asprissime).

In tutto questo nel quasi silenzio generale, il più grande sindacato metalmeccanico italiano, la Fiom, è stata ‘espulsa’ dai luoghi di lavoro, perché non ha accettato di firmare l’accordo con Federmeccanica (e intanto la parola passa ai giudici).

Nulla da festeggiare, quindi.

Non ci resta che la lotta.

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