“Lo avevo detto”

Adoro dire “te lo avevo detto”. Ma questa volta sono proprio arrabbiata. Tanto arrabbiata che il piacere di averlo detto non mi solleva neanche un po’.

Non che da questo governo mi fossi aspettata qualcosa, anzi! Avevo detto che mi faceva paura, che lo ritenevo “un pericolo”  e che per quanto mi riguardava non bastava essere un po’ più ‘presentabili’ (borghesissima definizione, peraltro) dei ministri del precedente governo per diventare i ‘salvatori della patria’.

Ma credo che sulle liberalizzazioni abbiano mostrato tutta la loro pochezza. Due dichiarazioni, di due sottosegretari (uno alla Presidenza e uno all’Economia) in meno di 12 ore… e c’era pure la notte in mezzo! E due dichiarazioni irrispettose, ignoranti e falsificanti la realtà. Due dichiarazioni che sono una offesa a 27 milioni di cittadini e anche all’idea di democrazia e di voto popolare.

Stanotte, a Porta a Porta, il sottosegretario alla Presidenza cita il referendum come un problema, si immagina modifiche che “non vadano contro il referendum” (perché sennò la legge sarebbe incostituzionale) ma di fatto sarà un escamotage fatto a mezzo di decreto-legge. Infatti l’unica modifica in linea con il risultato referendario non potrebbe certo essere segnata nel solco di processi di liberalizzazione. E procedendo con quello che è annunciato per il 20 gennaio come un  “decreto di urgenza”) evitiamo anche un ‘inutile’ dibattito parlamentare. E quel processo democratico che fa perdere tanto tempo.

Ma se non bastava Catricalà, rincara la dose il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, che stamattina ad Agorà, ha definito il referendum dello scorso giugno un “mezzo imbroglio”. In un Paese davvero civile e democratico dopo queste affermazioni il sottosegretario dovrebbe seguire sulla strada delle dimissioni l’ex sottosegretario Malinconico.

Sì, avevo paura di questo governo cosiddetto tecnico. Lo dicevo a chi mi era stato accanto anche il 15 ottobre e brindava alla caduta di Berlusconi. Temevo venisse usato per imbrogliarci, facendo ciò che ‘ordinavano’ Bce e mercati e che  i politicanti che sono in Parlamento non osavano praticare direttamente per paura di perdere il consenso (mica perché non ci credevano, figurarsi!, basta vedere il sostegno a Monti)

Spero solo che i difensori della democrazia e della Costituzione, solertissimi ad intervenire – e giustamente! – per tutte le cavolate del governo PdL&Lega oggi si sveglino dal torpore.

Ricominciamo a camminare insieme?

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