Referendum Acqua / Una bella vittoria merito di donne e di uomini

Questo pezzo è stato già pubblicato sul blog collettivo di Piovono Pietre

Abbiamo vinto!
Non era scontato e non ci siamo abituati.
Che bella la vittoria!
A Ferrara eravamo tutte e tutti presso il Centro Sociale “La Resistenza”, un centro ANCESCAO preso da poco in gestione da un gruppo di trenta-quarantenni.
C’eravamo tutti, quelli che nei comitati avevano lavorato: Marcella, Sergio, Roberto che arriva da un seggio del forese, Marzia che arriva trafelata da un collegio docenti,Davide che arriva dagli scrutini, Laura che ci telefona perché lavora fino alle 17.30 ma non vuole starci lontana, Teresa che sta aiutando il figlio più piccolo a prepararsi all’orale della terza media, c’era Stefano, e poi arrivano Michele e Margherita da Copparo con magliette e bandiere…
E interessa solo ai giornalisti sottolineare che Sergio è portavoce dei Verdi e Stefano il segretario provinciale del Prc, che Elisa è “comunista e referendaria” e Marcella dei Grilli estensi (che a Ferrara con il Movimento 5 stelle non c’entrano proprio nulla), o cosa dice, quando arriva, il segretario del Pd.
Perché a chi è lì importa solo il risultato.
E allora l’ansia, gli insulti alla diretta del Tg3 che vede in studio la Bindi e La Russa e guarda caso nessuno dei movimenti, e un applauso ogni volta che arrivano dati che fanno crescere l’affluenza al voto. E il prosecco stappato quando arriva il dato della Calabria (“è al 49% anche la Calabria, brindiamo!”).
Questo meraviglioso laboratorio, che è stato e che è il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara, vite che in parte si erano incontrate a Genova e nel movimento per la Pace, che in parte, da allora, non avevano mai smesso di fare le cose insieme, in parte sono state sostituite e nuove se ne sono aggregate, e ora sono ulteriormente cresciute, e che non hanno nessuna intenzione di lasciarsi.
E’ difficile raccontare anni di riunioni, dubbi, stanchezze, risate e anche divertimento. Bisognerebbe citare tanti piccoli eventi significativi per chi li ha vissuti e molto meno per chi non c’era.
Se qualcuno mi chiede di descrivere il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara – dentro il quale hanno trovato cittadinanza associazioni, movimenti, singoli, sindacati e partiti in una logica di pari dignità – vero motore nel territorio del comitato referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”, mi viene da dire che è una pentola piena d’acqua che bolle.
Siamo rumorosi, confusionari, borbottiamo e rimuginiamo in continuazione, e poi riusciamo a cuocere le migliori paste.
Le nostre riunioni non sono figlie di quella stanca ritualità che tanto spesso si impossessa dei ritrovi partitici e sindacali. Si parla, spesso in tre alla volta, perché ci sono troppe idee, e non per mancare di rispetto a qualcuno.
E poi a turno c’è qualcuno che richiama all’ordine, forte della professionalità dell’insegnante, o perché poi deve organizzare. Ma sempre sorridendo.
Anche quando è ora di parlare delle condizioni più spinose, il rapporto con l’amministrazione, con il Pd che da noi governa comuni e provincia, non ci si perde in dietrologie o slogan: il comitato è fatto da gente che studia, chi sa dice, chi non sa tace e ascolta. E non esiste un “il comitato” e “i partiti”. Ma chi sta dentro il comitato sa che può – e giustamente pretende di – contare sui partiti “fiancheggiatori” che sono rappresentati nelle istituzioni e si arrabbia se partiti che dichiarano la loro vicinanza al movimento poi si appiattiscono sulle posizioni del Pd.
Cosa succederà adesso? Mi viene da dire “nulla”. O meglio, “nulla di nuovo”.
Il comitato ha vinto una prima battaglia, e per fortuna.
Ora si è stabilito che gli italiani non sono per la mercificazione dei beni comuni e che non condividono un mondo regolato dalle leggi del mercato, dove lo spazio per democrazia e partecipazione è ridotto ad un enunciato.
Un punto fermo è stato messo e ora bisogna continuare la nostra strada da lì. Nessuna smobilitazione.
Ora bisogna rendere effettivo il risultato: arginare fin da subito i tentativi di Sindaci e maggioranze di centrosinistra che nonostante la campagna referendaria “reinterpretano” il voto referendario, mentre il Parlamento non si sa quando e come metterà mano alla normativa sui servizi pubblici e i CdA di alcune multiutilities a capitale misto che già aumentano le tariffe per perderci il meno possibile.
Insomma, “ce n’est qu’un début”.
Annunci

1 Response to “Referendum Acqua / Una bella vittoria merito di donne e di uomini”



  1. 1 Quando le istituzioni hanno paura della loro ombra « Reattivamente's Blog Trackback su 16/11/2011 alle 13:19

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Follow me on Twitter

Archivi


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: