L’ignoranza è una colpa? E possono esistere zone franche della grammatica?

Tre eventi.

Qualche giorno fa, parlando con un “comunicatore” di professione ci siamo impelagati – non ricordo partendo da cosa – su quanto fosse una colpa ‘non conoscere’ (della serie “nessuno ti impedisce di informarti”).

Ieri, sulla stampa nazionale, campeggiava la notizia che i liceali non sanno scrivere, che i temi della maturità sono pieni di gravi errori di ortografia.

Infine, sempre ieri, sul quotidiano on line di Ferrara – che sta diventando molto simile ad un blog – un consigliere comunale aveva in un commento scritto una strafalcionata (“un altro” con l’apostrofo), era stato ripreso da un’altra frequentatrice del blog che piccata gli chiedeva di scrivere correttamente e un altro ‘ commentatore’ interveniva nel seguente modo: “questi non sono articoli da prima pagina, se vuole insegnare la grammatica vada nelle scuole, qui si scrive come si vuole e alla pari.”

Inutile dire che  qui non si sta parlando di fisica quantistica, ma di un livello minimo, quel tanto che basta per comunicare correttamente.

I problemi ora sono due: oggi, fra coloro che hanno le possibilità materiali per studiare e per accedere a mezzi di informazione (dai mass media a internet ai libri) è ammissibile l’ignoranza?  Inoltre, è ammissibile che esistano luoghi – i blog, per esempio, ma anche Facebook – dove si possa derogare alle regole basilari della grammatica?

Personalmente credo che le zone franche non possano essere ammesse (ma su questo rimando ad un altro post).

Dall’altro lato il tema è molto più complesso.

Siamo letteralmente bombardati da informazioni, molte delle quali incontrollate (il che non significa prive di censura, che sarebbe un dato positivo!, ma prive di fonti o di controllo sulle fonti). Ma dall’altro lato si sta perdendo la capacità di fare ricerca, la curiosità individuale del ‘cercare ciò che non si sa’, ma anche quella di scrivere correttamente.

In moltissime zone – si pensi anche alla provincia di Ferrara – si sta verificando un vero e proprio incremento di quello che si dice ‘analfabetismo di ritorno’. Molti disimparano le nozioni che avevano studiato. Per non parlare, poi, di chi le nozioni non riesce neppure ad acquisirle, sebbene sulla via di un diploma medio-superiore.

Il problema c’è. Però non mi sento di sparare sulla scuola. Sarebbe troppo facile. Invece forse sarebbe ora di dire che la colpa è della non-cultura che passa nelle famiglie, per cui se a scuola ti danno un’insufficienza perché non studi è colpa dell’insegnante. E se le notizie non te le danno già ‘masticate’, non si cercano neppure… troppa fatica doverle rielaborare!

Alla fine sì, l’ignoranza è una colpa. Non di tutti, però.

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